Che cos’è l’Osteoporosi Gravidica (PLO)?
La gravidanza è un periodo critico per le ossa della madre poiché lo sviluppo dello scheletro fetale richiede un notevole trasferimento di calcio, rappresentando di conseguenza un periodo di vulnerabilità, con possibile riduzione della densità minerale ossea e potenziale insorgenza di malattie del metabolismo osseo. L’Osteoporosi associata alla gravidanza e all'allattamento (PLO – Pregnancy Lactation osteophorosis) è un raro tipo di osteoporosi che si può verificare durante la fine della gravidanza e l'inizio dell'allattamento.
La PLO provoca fratture vertebrali a più livelli e il mal di schiena da frattura rappresenta la manifestazione clinica più comune negli ultimi 3 mesi di gravidanza e nei primi 3 mesi dopo il parto. I sintomi legati alla patologia sono rappresentati da un dolore invalidante alla schiena, resistente a qualsiasi antidolorifico. E’ una condizione rara e la diagnosi nella maggioranza dei casi risulta tardiva. Il ritardo nella diagnosi aggrava in modo importante le condizioni della paziente, creando un effetto domino fratturativo delle vertebre e portando la donna in una condizione di totale invalidità, seppur temporanea.
Perché la diagnosi risulta tardiva?
Il fatto che la paziente sia una donna che ha appena partorito o in stato di gravidanza, in cui spesso è riferito un generico mal di schiena a causa della postura diversa dovuta alla stessa situazione fisiologica, porta spesso gli operatori sanitari a sottovalutare la sintomatologia, causando il ritardo nella diagnosi, almeno dai 2 fino agli 8 mesi dopo l’insorgere della manifestazione dolorosa.
La diagnosi ritardata è anche dovuta alla limitazione di eseguire procedure radiografiche durante la gravidanza, poiché vi sono poche informazioni sugli effetti di tali procedure a livello fetale. La DXA (Dual-Energy X-ray Absorptiometry) è un metodo utile per la valutazione dell'osteopenia subclinica nelle donne in gravidanza poiché emette radiazioni trascurabili. Attualmente è disponibile anche la MOC ecografica con tecnica R.E.M.S consigliabile se la gravidanza è in corso.
Spesso per mesi questa donna, appena diventata madre, vede sottovalutare il suo dolore, vivendo così oltre al trauma fisico, che sta subendo, anche un importante trauma psicologico denominato “neglette”.
Oltre alla diagnosi tardiva il rischio della mancata formazione del personale sanitario implica anche prognosi inadeguate, spesso prive di alcun fondamento scientifico.
Come gestire la PLO?
1. Richiedere una radiografia di controllo se una donna negli ultimi 3 mesi di gravidanza e nei primi 3 mesi dopo il parto presenta dolori di grado severo alla colonna
1. Interrompere il prima possibile l’allattamento: questo è necessario per il ripristino fisiologico ormonale del metabolismo osseo ed inoltre è spesso necessario per iniziare in maniera tempestiva le terapie che sarebbero controindicate in tale periodo.
2. Inviare urgentemente la paziente in un centro specialistico per l’osteoporosi di III livello (centri ospedalieri) che siano in grado di prescrivere la terapia appropriata per preparare anche la donna ad una eventuale successiva gravidanza. Inviare la paziente allo specialista dopo aver prescritto:
- MOC lombare e femorale con tecnica Dexa o REMS
- Analisi del metabolismo osseo:
- Rx colonna dorso-lombare o anca
Per approfondimenti consultare il sito dell’Associazione Mamme con Osteoporosi Gravidica (MAMOG)
https://www.mamog.it/

