DENSITOMETRIA OSSEA: quale chiedere, quando e dopo quanto tempo?

Scritto il 17/03/2025

Quale MOC? 

La DXA è considerata il predittore più importante del rischio di fratture da fragilità i criteri devono essere conformi alle linee guida internazionali (Vedi Allegato 1). Sebbene la diagnosi di osteoporosi non possa essere formulata sulla base del solo dato densitometrico, ma vada posta secondo un giudizio clinico complessivo, alcune linee guida indicano il valore di T-score < -2.5 come soglia in cui iniziare il trattamento farmacologico. Deve essere eseguita al rachide lombare (L1-L4), al collo femore e al femore totale. Basta un singolo valore alterato di T-score (Z-score nelle donne non in menopausa e negli uomini <50 anni) per definire come osteoporotico dal punto di vista densitometrico il paziente.

In quali occasioni il MMG deve richiedere una MOC?

Secondo i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) definiti dal Ministero della Salute nella GU 18 marzo 2017, la MOC deve essere richiesta:

  • In donne età >65aa e uomini età>70aa
  • In presenza di una pregressa frattura da fragilità
  • In presenza di terapie o patologie a rischio di osteoporosi
  • In donne in menopausa precoce
  • In donne in menopausa in presenza di più fattori di rischio (fumo, alcool, basso peso corporeo, inadeguato introito di calcio, periodi di amenorrea premenopausale >6 mesi, familiarità per fratture da fragilità, età >65 anni)
  • In uomini di età >60 anni in presenza di più fattori di rischio (fumo, alcool, basso peso corporeo, inadeguato introito calcio, familiarità per fratture da fragilità

In quali occasioni NON BISOGNA RICHIEDERE una MOC?

  • Come screening nella popolazione generale
  • Nelle patologie algiche e/o artrosiche

Quando deve essere ripetuta una MOC?

La ripetizione della MOC, a seguito della sua bassa capacità di rilevare un minimo cambiamento, è giustificata di regola non prima dei 18 mesi; può essere di 12 mesi in condizioni particolari (terapia cortisonica, neoplasie,

immobilizzazione prolungata, iperparatiroidismo primario).

Densitometria ossea con tecnica REMS

Le evidenze scientifiche ad oggi disponibili permettono di posizionare la tecnologia REMS come strumento utile alla gestione dell’osteoporosi a supporto della DXA, che resta il "gold standard per la diagnosi ", come indicato nel Position Paper ESCEO dedicato a REMS “Radiofrequency Echographic Multi Spectrometry (REMS) in the diagnosis and management of osteoporosis: state of the art”.

La REMS  è una tecnologia ad ultrasuoni che consente la valutazione della BMD a livello della colonna lombare e del collo del femore dimostrando una elevata correlazione con la DXA. Non utilizzando radiazioni ionizzanti  consente l’accesso alla diagnosi a una popolazione più ampia rispetto alla DXA, come donne in gravidanza e bambini e può essere utilizzata nello screening dell’osteoporosi . Grazie alla sua portabilità, può essere utilizzata in pazienti allettati.  Come la DXA , anche la REMS è in grado di identificare i pazienti ad alto rischio di fratture da fragilità e di predire il rischio di frattura a 5 anni mediante un parametro, detto Fragility Score, che fornisce una misura della qualità ossea.

Documenti di Riferimento
Arch Osteoorosis. 2013; 8:136 www.AIFA.gov.it nota 79, 30/3/20017 GU della Repubblica Italiana. Serie Generale n75 LEA per prestazioni di densitometria ossea. Decreto del presidente del Consiglio dei ministri 12//1/2017, definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all’articolo 1, comma 7 del decreto legislativo 30 Dicembre 1992, n 502 (17A02015), GU Serie Generale n 65 del 18/3 /2017, suppl ordinario n 15