I pazienti con FF cliniche e, in prima istanza, quelli con frattura di femore e vertebrale, devono essere inseriti in un percorso dedicato che ottimizzi appropriatezza di trattamento e aderenza alla terapia al fine di ridurre, la rifratturazione e la disabilità che ne consegue. Il modello della FLS risulta essere, ad oggi, il sistema organizzativo che riesce meglio ad intercettare i pazienti ad alto rischio rifratturativo imminente (prevenzione secondaria) e fornire una diagnosi corretta, migliorando quindi l’appropriatezza terapeutica e l’aderenza alla terapia. La descrizione di un percorso di FLS sono riportati nelle linee Guida Italiane sulle fratture da Fragilità
Primo ed imprescindibile passo è l’identificazione del paziente con FF, a cui consegue la corretta gestione secondo severità. Pertanto in ogni Struttura dotata di servizio di gestione in emergenza del paziente fratturato (ASST, IRCCS e Case di Cura sedi di Pronto Soccorso/DEA) dovrà essere presente una FLS/Unità di frattura, in cui:
• il servizio di ortopedia e traumatologia o di neurochirurgia identifichi il paziente come “ad elevato rischio di frattura” e si interfacci con il BS;
• il BS, identificato dal PDTA aziendale, sia responsabile della valutazione di severità e/o dell’iter diagnostico per la definizione della severità, nonché dell’impostazione terapeutica appena possibile;
Nella lettera di dimissione dal reparto di ortopedia o riabilitazione dovranno quindi essere ben definiti:
• la diagnosi di dimissione deve essere di “frattura da fragilità di……in paziente con osteoporosi severa”. Per evidenziare questa diagnosi nella SDO, poiché non esiste al momento una codifica di frattura da fragilità nell’International Classification of Diseases - 9th revision (ICD9), si dovrebbe aggiungere il codice: 733.0* “Osteoporosi” di seguito a quello della diagnosi principale di frattura (820*- 821*: per la frattura di femore; 805*: per le fratture vertebrali; 812*: per la frattura d’omero; 814*: per la frattura di polso: etc)
• le indicazioni terapeutiche o la motivazione per la non prescrizione di terapia antifratturativa.
• il follow-up presso centro di I , II o III livello secondo indicazione del BS
Tale modello necessita di una presa in carico che inizia durante il ricovero in acuto e che prosegue oltre la dimissione, per garantire il rispetto dei tempi e delle modalità del follow-up e, soprattutto, sorvegliare la persistenza della compliance terapeutica del paziente. La rete ospedaliera dell’FLS/Unità di Frattura dovrà quindi estendersi al territorio con il coinvolgimento del MMG per garantire il rispetto dei tempi e delle modalità del follow-up e, soprattutto, la corretta continuità terapeutica.