RX colonna dorsale e lombosacrale o VFA: perché e quando richiederla
La presenza di una frattura vertebrale non traumatica indica una condizione di fragilità scheletrica, indipendentemente dalla BMD, e, se attribuibile ad osteoporosi, è una forte indicazione al trattamento farmacologico per ridurre il rischio di ulteriori fratture.
Come si fa la diagnosi di fratture vertebrali?
Le fratture vertebrali da osteoporosi possono essere identificate in due modi:
- Nel caso di sintomatologia sospetta per frattura vertebrale: dolore vertebrale intenso, che peggiora con la stazione eretta, anamnestico indipendentemente dai valori densitometrici. In questo caso la radiologia tradizionale costituisce l’indagine di elezione, tramite RX colonna dorsale e lombosacrale, in due proiezioni frontale e laterale.
- In assenza di sintomatologia: con la Morfometria Vertebrale con tecnica DXA, che usa il software VFA (Vertebral Fracture Assessment) di cui possono essere dotati i densitometri. La VFA ha il vantaggio, rispetto alla radiologia tradizionale, della bassa dose di esposizione per il paziente (50 µSv versus 600 µSv della radiologia tradizionale).
La Morfometria Vertebrale DXA è raccomandata in pazienti con fragilità scheletrica:
- in tutte le donne >70 anni e uomini >80 anni
- in tutte le donne tra 65 e 69 anni e uomini tra 70 e 79 anni con T-score <-1.5
- In donne in post-menopausa e uomini di 50 anni e oltre con uno dei fattori di rischio maggiori:
- Pregresse fratture da fragilità indipendentemente dai valori densitometrici
- Riduzione dell’altezza > 4 cm rispetto alla giovane età o > 2 cm rispetto all’ultimo controllo
- Marcata riduzione dei valori densitometrici (T-score < -3)
- Terapia con cortisonici equivalente a >5 mg di prednisone o equivalenti al giorno per >3mesi
- Patologie concomitanti associate di per sè ad un aumentato rischio di fratture vertebrali presenti in Nota 79